©2019 by studio micaela lattanzio. 

 FRAGMENTA/ A Journey Beyond the body

                        Cà D'Oro Gallery New York, 2019

Solo Show

Galleria Ca 'D'Oro in New York is pleased to present the solo exhibition by the Italian artist Micaela Lattanzio.
Fragmenta, A journey beyond the body, is a corpus of 16 unpublished works that investigate the social relationships between the physical boundary and the otherness of the collective space.

The artist places at the center of her reflection the possibility to overstep the limits of gender, race, and faith. She investigates, thanks to the use of fragmentation, the structure of a molecular consciousness where the interweaving of real, visible and invisible worlds, translate into tools of perception and communication.

"Consciousness is always taken in the world”, writes the French philosopher Merleau- Ponty, “and therefore the world cannot become a mere object for her. In this sense, the dimension defined by être-au monde, does not only represent the horizon in which our body is inscribed, but is also related to our conscience, which finds its deepest roots in it ".

Micaela Lattanzio decodes the body by initiating a process that dismembers the epidermal integrity. The body becomes an element of pure abstraction; it is no longer possible to attribute a spatial structure, a specific weight, a definite time.
Her meticulous technique, defined by the strictly manual cutout of each single fragment, becomes a cognitive analysis that crosses the boundaries of the image to describe a new conceptual semantic: the body is a relational medium between the different cultural and social connections that emerge from our contact with the world. At the same time, the body is defined through the cultural stereotypes where a collective iconography is the synthesis of different norms imposed by a canonical and institutionalized imaginary.

The artist's intention is not to deny the body, but to define the idea of understanding it as a place of appropriation, as a space that can be inhabited and directed from within.

The mosaic fragmentation is a linguistic scheme, a new idiom which allows us to read reality: this procedure "frees itself from the notion of depiction of the world, from the sterile conception of mimesis, and opens the space to a symbolic construction of the image", inaugurating the genesis of a deepest emotional synesthesia.
In this journey beyond the body, Micaela Lattanzio expands the material building an abstract territoriality: a physical geography where the points of intersection are combined in the expanse of three-dimensional pieces, signs in which the viewer finds the processes of an evolution, downsizing the sexual and social roles.

Fragmenta represents a conceptual apology: the artist places the human being at the center of her work, forging an unprecedented linguistic vocabulary, de-structuring the real in order to explore a narrative dimension that goes beyond the physiognomy, and investigating where form and concept merge into a work that no longer belongs to an univocal social identification, but which is the principle of an "infinite nuclear fission".                         Text Alessia Carlino

INTROSPECTIVE WINDOW

                     EMME OTTO Gallery, (Palazzo Taverna) Rome 2018

curated by Valentina Luzi

group exhibition

“Il potere creativo della mente si sveglia vivace
mentre forma il finito dall’indefinito”


Goethe - Howards Ehrengedächtnis

L’arte è la finestra introspettiva sulla nostra interiorità.
Da questa immagine visiva e mentale nasce l’idea della mostra che inaugura sabato 23 febbraio alla Galleria Emmeotto a Palazzo Taverna.
Una finestra da cui ognuno di noi può e deve guardare per perdersi e ritrovarsi, per comprendere non il significato a tutti i costi, ma per conoscere ed entrare in sinergia con una sensibilità altra, per compiere un percorso a ritroso fino all’essenza di un’opera d’arte, mezzo che amplifica il sentire nostro e degli artisti, i quali restituiscono alla realtà più di quello che prendono da essa.
Una finestra come luogo di frontiera e, allo stesso tempo, di contatto e fusione tra verità e immaginazione, tra passato e futuro, tra mente e corpo, dove le dinamiche emozionali personali esplorano e cercano un riscontro nella rappresentazione, in un continuo movimento interno che non si ferma mai.
Il raccontarsi degli artisti è il viaggio emotivo tra ricerca interiore ed evoluzione materica, all’interno del sé, il percorso di nascita, scoperta, crescita, decomposizione e ri-creazione sotto altre forme, una palingenesi che scrive e riscrive un diario personale, elemento dopo elemento, pagina dopo pagina e si arricchisce di esperienze come una pièce teatrale si infittisce di dialoghi.
Ogni artista in mostra vive il processo creativo in maniera totalizzante, una sorta di catarsi necessaria, che scopre e rivela, con la singolarità del modus operandi, una prospettiva differente, che ci permette di guardare al di là dell’apparenza e di instaurare quell’empatia dalle molteplici sfaccettature che solo la nostra interiorità può generare, ancora di più se ci troviamo ad interagire con gli stimoli dettati da diverse espressioni e linguaggi.
Renzo Bellanca, attraverso una selezione di opere della serie Satellite Map, realizzate con tecnica mista su carta e tela nel 2018, ci accompagna in un percorso stratigrafico tra mappe e paesaggi, ma senza corrispondenze precise. Il sovrapporsi di elementi fisici, interiori e mentali diventa un tragitto di contaminazione tra presente e memoria, in una dimensione astratta e macrocosmica, ma nonostante questo, riconoscibile e intima, che va a occupare gli spazi tra la realtà e l’inconscio, l’immaginazione e il pensiero razionale. Il trattamento e l’interpretazione del colore diventano la bussola del cammino che si dispiega tra confini, limiti, insenature e isole fuori e dentro di noi. Una carta geografica che, ogni volta, si arricchisce di nuovi segni e simboli.
Micaela Lattanzio parte da un’indagine fotografica, rielabora l’immagine da lei realizzata e la rende elemento “pittorico”. Da un minuzioso e attento lavoro che si basa sulla ripetizione del multiplo circolare, arriva alla creazione di un insieme, una nuova prospettiva composta da architetture complesse che avvolgono lo spettatore in suggestioni emotive. Che siano elementi presenti in Natura, come l’inedito dittico Nucleo (2018) o corpi, in essi è proposta una visione introspettiva, uno scenario surreale “fragmentato”, un mosaico che crea una terza dimensione materica e narrativa che va oltre l’estetica e fa riflettere sull’essenza e sull’esplorazione dell’uomo e del suo sentire le forme naturali da cui trae benessere psicofisico .....

EVERY BODY TALKS

Mattatoio Testaccio, Rome, 2018

Curated by Master Marac, IULM

group exhibition

From November 3rd to November 11th , the spaces of industrial archeology of Pavilion 9B of Mattatoio di Roma will be populated by the expressive forms of every body talks, curated by the students of the 8th edition of the Master’s Degree Program in Management of Artistic and Cultural Resources (MaRAC), promoted by Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale and the International University of Languages and Media IULM.

 

every body talks investigates the role of the human body as the first and most direct tool of communication: through their bodies, and particularly through the construction of its exterior appearance, individuals reveal themselves in a process of self-representation, unconsciously unveiling significant traits of their personality or explicitly highlighting their own individual choices or adherence to certain cultural models.

 

While the selected Italian artists focus on the decomposition and recomposition of individual identity, fragmenting (Micaela Lattanzio), hiding (Cristina Coral) or hybridizing (Francesco Biccheri), the interest of the international artists here on display seems to focus on anthropological, cultural and political phenomena.

 

From the denunciation of contemporary obsessions with refining one's exterior image, investigated by Martial Cherrier, Jonathan Yeo and Erin Zerbe, to the anthropological analysis of habits, behaviours and signs of cultural belonging in the repertoires built by Lakin Ogunbanwo and Tadao Cern. From the role played by the body in the dialectical relationship between individual freedom and religious, socio-cultural and economic restraints, represented by Shadi Ghadirian’s censored women and by Pierre David’s diversity sacrificed to globalisation, to the direct use of the body - one's own or others' - as a tool of civil and political commitment or protest, like in Liu Bolin’s series, dedicated to refugees, and in the collective performances created by Spencer Tunick.

PUBLIC SCAPE TARANTO

SANDCLOUD; Ex Convento San Domenico

Taranto,

Curated by ECCOM, Su

Taranto, 30/08/2018 - A Taranto inaugura “Public Scape Taranto”, un percorso artistico del progetto Green Routes. Sono 17 gli artisti in residenza a Taranto che hanno realizzato 9 istallazioni artistiche nei luoghi più rappresentativi della città durante dal 30 agosto al 6 settembre 2018, che si aggiungono alle 2 già realizzate nel 2018. Conferenza stampa di presentazione il 6 settembre alle ore 17.30 presso la Sala degli Specchi del Comune di Taranto.

 

Il 6 settembre 2018 inaugura Public Scape Taranto, 17 artisti selezionati attraverso una call internazionale, hanno realizzato 9 interventi artistici durante una settimana di residenza dal 30 agosto al 6 settembre. Grazie alla collaborazione delle istituzioni cittadine le opere saranno disseminate in diversi luoghi simbolo della città: il Castello Aragonese della Marina Militare, gli ex conventi di Sant’Antonio e San Domenico curati dalla Soprintendenza ai beni archeologici e paesaggio della province di Brindisi, Lecce e Taranto, la Diocesi di Taranto ha invece messo a disposizione il chiostro del Museo diocesano di arte sacra, mentre il Ministero di Grazia e Giustizia ha aperto per le porte del Tribunale per i Minorenni di Taranto, e infine il Comune di Taranto che ha permesso l’utilizzo anche della Torre dell’Orologio.

 

Gli artisti e le opere verranno presentati durante la conferenza stampa in programma per 6 settembre 2018 alle 17,30 presso la Sala degli Specchi del Comune di Taranto in Piazza Municipio 1.

Public Scape Taranto è patrocinato dal Comune di Taranto ed è finalizzato allo sviluppo del programma di residenze artistiche #WeAreTaranto di Green Routes, progetto finanziato dalla Fondazione Con il Sud attraverso il bando “Ambiente è Sviluppo” e che ha come partner AUGEO, ECCOM Progetti, Bocche del vento, CE.FO.P. S.C. Maria Acclavio e ZONA.

 

Public Scape Taranto nasce con l’obiettivo di creare un percorso artistico diffuso costituito da interventi artistici site specific e itineranti che sperimenti nuove modalità di valorizzazione territoriale e di cura della città, che favorisca legami culturali, sociali, affettivi, attraverso linguaggi artistici e processi partecipati che vedano le stesse comunità locali co-protagoniste della co-creazione e condivisione degli interventi che verranno realizzati.

Il percorso espositivo comprende anche le opere partecipate già realizzate nel 2018: Paesaggio Indeciso di Guendalina Salini ospitata dell’Istituto musicale Giovanni Paisiello di Taranto e Radicati di Alice Padovani, che si trova invece nel chiostro del Museo di Arte Sacra- MuDI.

 

Le opere site specific selezionate dalla giuria di Public Scape Taranto sono:

 

  • Castello Aragonese – Rebirth/Terzo Paradiso (di Michelangelo Pistoletto) e realizzata da LAS-Land Art Salento. Realizzata da LAS-Land Art Salento. L’opera è cofinanziata da ANCE Taranto, Sistema Edilizia Taranto, Cassa Edile della Provincia Jonica e Formedil CPT Taranto e realizzata in collaborazione con la società di architettura e ingegneria MAS SRL, è una reinterpretazione del celebre simbolo del Manifesto del Terzo Paradiso disegnato dall’artista.

  • Tribunale per i minorenni - Radio NoMade in Taras del Collettivo NoMade.

  • Ex Convento di Sant’Antonio - Hortus Mytilus. Un giardino di reste del duo Fabulism e Ammostro.

  • Ex Convento di San Domenico - SandCloud di Micaela Lattanzio.

  • Torre dell’Orologio - Biological Mother di Cristiano Petrucci.

 

Le opere itineranti saranno visibili nei diversi spazi il 6 settembre e poi confluiranno in diverse manifestazioni, la prima delle quali è la MAS WEEK dal 10 al 15 settembre a Taranto a Palazzo Pantaleo.

 

  • Sulla Ruota di Taranto di Claudio Beorchia

  • Attraversa-menti di Maria Grazia Carriero

  • Imprinting di Annalisa Macagnino e Francesca Speranza

  • Fossili del presente di Angelo Pacifico

 

Gli artisti sono stati invitati a confrontarsi sul senso collettivo del paesaggio tarantino, in costante dialogo con le sue comunità ed espressione della memoria e di un immaginario comune. Un paesaggio fatto di luoghi che fanno parte di un immaginario comune, ma che al contempo si arricchiscono attraverso la scoperta, il ritrovamento, la conoscenza e la condivisione. Trovando un proprio collocamento all’interno di questo scenario, gli artisti hanno progettato interventi artistici che riescono a coinvolgere le collettività in una riflessione sull’idea di ambiente e di paesaggio, naturale e antropico, interiore ed esteriore, reale e immaginifico, e sul ruolo della comunità rispetto al contesto urbano e territoriale della città di Taranto. 

NEW WORLDS

Galleria Glauco Cavaciuti, Milan 

After the success of Fragmenta, a series dedicated to the solitude of contemporary times, characterized by the image fragmentation and highlighting women issues in our century, the artist proposes a new series titled "New Worlds", this time looking directly at the relationship between man and nature, and the impact that our society has on the environment in a close relationship between microcosm and macrocosm.

Micaela Lattanzio's work is characterized by its peculiar compositional technique, but this time the creative gesture is aimed to reconstruction, not to image fragmentation, where it was previously dissolved.

Photography has a macroscopic matrix, thanks to the use of satellite software, that allows to take aerial photographs of the earth, the artist de-builds the image in small colored dots, which are used as three-dimensional pigments to reconstruct abstract views that resemble planets, new worlds, and unpublished molecular aggregates seen in the microscope. The artist draws the geopolitical boundaries of the Earth, and nature, dominated by human action, reapplies its spaces.

Micaela Lattanzio explores socio-political themes such as overpopulation and globe desertification, asking a fundamental question: what is the impact that our society has on the environment?

The series is not a criticism, but rather a reflection on understanding the world, human being is an integral part of a complex system that is facing an evolutionary process in which it is imperative to find a necessary equilibrium.

Quoting a critique appeared in the Italian magazine InsideArt:

"Micaela Lattanzio builds natural architecture, erects imaginary terrestrial buildings where she searches for the primordial essence of the universe. The artist creates new spaces, outlines new ways of understanding man. "